Crescere Insieme
- claudiacounseling
- 21 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 22 dic 2025
Mentre quest’anno volge al termine, mi ritrovo a riflettere non tanto su ciò che è stato realizzato, quanto su come siamo cresciuti — e con chi.
La crescita, nel suo senso più autentico, raramente avviene in isolamento.
Anche quando il lavoro è profondamente personale, è plasmato, rispecchiato e rafforzato dalla relazione. Negli anni — e soprattutto in quest’ultimo — ho visto ancora e ancora quanto diventi possibile quando ci permettiamo di essere incontrati, sostenuti e veramente visti.
Vivere a Bali mi ha immersa in una vita profondamente interculturale — una vita che mette costantemente in luce le differenze di lingua, rituale e visione del mondo, ma che rivela anche quanto siano profondamente simili i nostri bisogni umani.
Attraverso culture diverse e lungo tutta la storia, le persone hanno compreso qualcosa che la vita moderna spesso dimentica: identità e presenza sono relazionali.
Non diventiamo pienamente vivi da soli. Diventiamo vivi nel contatto.
C’è un antico scambio dell’Africa australe che cattura magnificamente questa verità:
Sawubona — Sikhona.
Io ti vedo.
Io sono qui, per essere visto.
Nelle culture Nguni, Sawubona non è un saluto casuale.
È un riconoscimento della persona nella sua interezza — della sua presenza, dignità, storia e umanità. Dire “ti vedo” significa offrire attenzione piena.
La risposta, Sikhona — io sono qui per essere visto — nasce proprio perché qualcuno è stato davvero riconosciuto.
La presenza non si rivendica: viene evocata.
Questa comprensione risuona in molte tradizioni di saggezza.
In Giappone, il concetto di ibasho indica un luogo — o una relazione — in cui ci si sente al sicuro nell’esistere per ciò che si è.
Nella cultura Māori, whakawhanaungatanga descrive il processo di diventare se stessi attraverso la relazione e l’umanità condivisa.
Nella tradizione ebraica, hineni — eccomi — non è un’indicazione di posizione, ma di disponibilità e presenza quando si viene chiamati nella relazione.
La psicologia moderna conferma ciò che queste tradizioni sanno da sempre.
La teoria dell’attaccamento, la neurobiologia interpersonale e la psicologia relazionale convergono tutte sulla stessa conclusione: ci regoliamo, guarigiamo e cresciamo attraverso l’essere visti e incontrati dagli altri.
Quando veniamo testimoniati senza giudizio né urgenza, il sistema nervoso si calma.
Le difese si ammorbidiscono.
Nuove possibilità emergono.







Commenti